«Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco» Lc 7,47

Rito Romano

Lunedì 03 Marzo 2025

VIII settimana T.O.

Prima lettura

Sir 17, 20-28: 20 A lui non sono nascoste le loro ingiustizie, tutti i loro peccati sono davanti al Signore.  21 Ma il Signore è buono e conosce le sue creature, non le distrugge né le abbandona, ma le risparmia. 22 La beneficenza di un uomo è per lui come un sigillo e il bene fatto lo custodisce come la pupilla, concedendo conversione ai suoi figli e alle sue figlie. 23 Alla fine si leverà e renderà loro la ricompensa, riverserà sul loro capo il contraccambio.  24 Ma a chi si pente egli offre il ritorno, conforta quelli che hanno perduto la speranza.  25 Ritorna al Signore e abbandona il peccato, prega davanti a lui e riduci gli ostacoli.  26 Volgiti all'Altissimo e allontanati dall'ingiustizia; egli infatti ti condurrà dalle tenebre alla luce della salvezza. Devi odiare fortemente ciò che lui detesta. 27 Negl'inferi infatti chi loderà l'Altissimo, al posto dei viventi e di quanti gli rendono lode? 28 Da un morto, che non è più, non ci può essere lode, chi è vivo e sano loda il Signore. 

Salmo responsoriale

Sal 31 (32)

R. Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!

Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
e coperto il peccato.
Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto 
e nel cui spirito non è inganno. R.

Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
non ho coperto la mia colpa.
Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità» 
e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato. R.

Per questo ti prega ogni fedele
nel tempo dell’angoscia;
quando irromperanno grandi acque 
non potranno raggiungerlo. R.

Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia, 
mi circondi di canti di liberazione:
«Ti istruirò e ti insegnerò la via da seguire; 
con gli occhi su di te, ti darò consiglio». R.

 
Acclamazione al Vangelo

Vangelo

Mc 10, 17-27: 17 Mentre andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?». 18 Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. 19 Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madre». 20 Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 21 Allora Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!». 22 Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato; possedeva infatti molti beni.  23 Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto è difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!». 24 I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesù riprese e disse loro: «Figli, quanto è difficile entrare nel regno di Dio! 25 È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». 26 Essi, ancora più stupiti, dicevano tra loro: «E chi può essere salvato?». 27 Ma Gesù, guardandoli in faccia, disse: «Impossibile agli uomini, ma non a Dio! Perché tutto è possibile a Dio».