Rito Ambrosiano

Martedì - 11 Febbraio 2020

Settimana della V domenica dopo l'Epifania

Prima Lettura

Sir 28, 13-22: 13 Maledici il calunniatore e l’uomo che è bugiardo, perché hanno rovinato molti che stavano in pace.  14 Le dicerie di una terza persona hanno sconvolto molti, li hanno scacciati di nazione in nazione; hanno demolito città fortificate e rovinato casati potenti.  15 Le dicerie di una terza persona hanno fatto ripudiare donne forti, privandole del frutto delle loro fatiche.  16 Chi a esse presta attenzione certo non troverà pace, non vivrà tranquillo nella sua dimora.  17 Un colpo di frusta produce lividure, ma un colpo di lingua rompe le ossa.  18 Molti sono caduti a fil di spada, ma non quanti sono periti per colpa della lingua.  19 Beato chi è al riparo da essa, chi non è esposto al suo furore, chi non ha trascinato il suo giogo e non è stato legato con le sue catene.  20 Il suo giogo è un giogo di ferro; le sue catene sono catene di bronzo.  21 Spaventosa è la morte che la lingua procura, al confronto è preferibile il regno dei morti.  22 Essa non ha potere sugli uomini pii, questi non bruceranno alla sua fiamma.  

Vangelo

Mc 7, 31-37: 31 Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. 32 Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33 Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; 34 guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». 35 E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36 E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano 37 e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».  

Lectio Vangelo