Rito Ambrosiano

Domenica - 11 Novembre 2018

Gesù Cristo Re dell'universo B

Prima Lettura

Is 49, 1-7: 1 Ascoltatemi, o isole, udite attentamente, nazioni lontane; il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunciato il mio nome.  2 Ha reso la mia bocca come spada affilata, mi ha nascosto all’ombra della sua mano, mi ha reso freccia appuntita, mi ha riposto nella sua faretra.  3 Mi ha detto: «Mio servo tu sei, Israele, sul quale manifesterò la mia gloria».  4 Io ho risposto: «Invano ho faticato, per nulla e invano ho consumato le mie forze. Ma, certo, il mio diritto è presso il Signore, la mia ricompensa presso il mio Dio».  5 Ora ha parlato il Signore, che mi ha plasmato suo servo dal seno materno per ricondurre a lui Giacobbe e a lui riunire Israele – poiché ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza – 6 e ha detto: «È troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti d’Israele. Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra».  7 Così dice il Signore, il redentore d’Israele, il suo Santo, a colui che è disprezzato, rifiutato dalle nazioni, schiavo dei potenti: «I re vedranno e si alzeranno in piedi, i prìncipi si prostreranno, a causa del Signore che è fedele, del Santo d’Israele che ti ha scelto».  

Seconda Lettura

Fil 2, 5-11: 5 Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:  6 egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio,  7 ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo,  8 umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.  9 Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,  10 perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,  11 e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.  

Vangelo

Lc 23, 36-43: 36 Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto 37 e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». 38 Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».  39 Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». 40 L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? 41 Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». 42 E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». 43 Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».  

Lectio unificata