Rito Ambrosiano

Martedì - 11 Aprile 2017

Martedì della Settimana autentica

Prima Lettura

Gb 19, 1-27: 1 Giobbe prese a dire:  2 «Fino a quando mi tormenterete e mi opprimerete con le vostre parole?  3 Sono dieci volte che mi insultate e mi maltrattate in modo sfacciato.  4 È poi vero che io abbia sbagliato e che persista nel mio errore?  5 Davvero voi pensate di prevalere su di me, rinfacciandomi la mia vergogna?  6 Sappiate dunque che Dio mi ha schiacciato e mi ha avvolto nella sua rete.  7 Ecco, grido: “Violenza!”, ma non ho risposta, chiedo aiuto, ma non c’è giustizia!  8 Mi ha sbarrato la strada perché io non passi e sui miei sentieri ha disteso le tenebre.  9 Mi ha spogliato della mia gloria e mi ha tolto dal capo la corona.  10 Mi ha distrutto da ogni parte e io sparisco, ha strappato, come un albero, la mia speranza.  11 Ha acceso contro di me la sua ira e mi considera come suo nemico.  12 Insieme sono accorse le sue schiere e si sono tracciate la strada contro di me; si sono accampate intorno alla mia tenda.  13 I miei fratelli si sono allontanati da me, persino i miei familiari mi sono diventati estranei.  14 Sono scomparsi vicini e conoscenti, mi hanno dimenticato 15 gli ospiti di casa; da estraneo mi trattano le mie ancelle, sono un forestiero ai loro occhi.  16 Chiamo il mio servo ed egli non risponde, devo supplicarlo con la mia bocca.  17 Il mio fiato è ripugnante per mia moglie e faccio ribrezzo ai figli del mio grembo.  18 Anche i ragazzi mi disprezzano: se tento di alzarmi, mi coprono di insulti.  19 Mi hanno in orrore tutti i miei confidenti: quelli che amavo si rivoltano contro di me.  20 Alla pelle si attaccano le mie ossa e non mi resta che la pelle dei miei denti.  21 Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha percosso!  22 Perché vi accanite contro di me, come Dio, e non siete mai sazi della mia carne?  23 Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, 24 fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia!  25 Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!  26 Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio.  27 Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro. Languisco dentro di me.  

Seconda Lettura

Tb 5, 4-6: 4 Uscì Tobia in cerca di qualcuno pratico della strada, che lo accompagnasse nella Media. Uscì e si trovò davanti l’angelo Raffaele, non sospettando minimamente che fosse un angelo di Dio. 5 Gli disse: «Di dove sei, o giovane?». Rispose: «Sono uno dei tuoi fratelli Israeliti, e sono venuto qui a cercare lavoro». Riprese Tobia: «Conosci la strada per andare nella Media?». 6 Gli disse: «Certo, parecchie volte sono stato là e conosco bene tutte le strade. Spesso sono andato nella Media e ho alloggiato presso Gabaèl, un nostro fratello che abita a Rage di Media. Ci sono due giorni di cammino da Ecbàtana a Rage. Rage è sulle montagne ed Ecbàtana è nella pianura». 

Tb 6, 1-5: 1 Il giovane partì insieme con l’angelo, e anche il cane li seguì e s’avviò con loro. Camminarono insieme finché li sorprese la prima sera; allora si fermarono a passare la notte sul fiume Tigri. 2 Il giovane scese nel fiume per lavarsi i piedi, quand’ecco un grosso pesce balzando dall’acqua tentò di divorare il piede del ragazzo, che si mise a gridare. 3 Ma l’angelo gli disse: «Afferra il pesce e non lasciarlo fuggire». Il ragazzo riuscì ad afferrare il pesce e a tirarlo a riva. 4 Gli disse allora l’angelo: «Apri il pesce e togline il fiele, il cuore e il fegato; mettili in disparte ma getta via gli intestini. Infatti il suo fiele, il cuore e il fegato possono essere utili medicamenti». 5 Il ragazzo squartò il pesce, ne tolse il fiele, il cuore e il fegato. Arrostì una porzione del pesce e la mangiò; l’altra parte la mise in serbo dopo averla salata. 

Tb 6, 10-13: 10 Erano entrati nella Media e già erano vicini a Ecbàtana, 11 quando Raffaele disse al ragazzo: «Fratello Tobia!». Gli rispose: «Eccomi». Riprese: «Questa notte dobbiamo alloggiare presso Raguele, che è tuo parente. Egli ha una figlia chiamata Sara 12 e all’infuori di Sara non ha altro figlio o figlia. A te, come parente più stretto, spetta il diritto di sposarla più di qualunque altro uomo e di avere in eredità i beni di suo padre. È una ragazza saggia, coraggiosa, molto graziosa e suo padre è una brava persona». 13 E aggiunse: «Tu hai il diritto di sposarla. Ascoltami, fratello: io parlerò della fanciulla al padre questa sera, per serbartela come fidanzata. Quando torneremo dalla città di Rage, celebreremo le sue nozze. So che Raguele non potrà rifiutarla a te o prometterla ad altri; egli incorrerebbe nella morte secondo la prescrizione della legge di Mosè, poiché egli sa che prima di ogni altro spetta a te avere sua figlia. Ascoltami, dunque, fratello. Questa sera parleremo della fanciulla e ne domanderemo la mano. Al nostro ritorno dalla città di Rage la prenderemo e la condurremo con noi a casa tua». 

Vangelo

Mt 26, 1-5: 1 Terminati tutti questi discorsi, Gesù disse ai suoi discepoli: 2 «Voi sapete che fra due giorni è la Pasqua e il Figlio dell’uomo sarà consegnato per essere crocifisso».  3 Allora i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo si riunirono nel palazzo del sommo sacerdote, che si chiamava Caifa, 4 e tennero consiglio per catturare Gesù con un inganno e farlo morire. 5 Dicevano però: «Non durante la festa, perché non avvenga una rivolta fra il popolo».